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Una Jafet decimata cede a Codroipo solo nel finale di gara

Asd Pol. Casarsa – AP Codroipese 42-52
Si respirava aria di derby per la penultima gara del campionato di serie C femminile tra Codroipese e Casarsa.
Le biancorosse, sempre pronte e concentrate, si sono mostrate vere guerriere (determinate fino all’ultimo minuto) che non hanno concesso alle avversarie un attimo di respiro.
Le veterane hanno sposato appieno il nuovo progetto, impegnandosi a guidare le compagne più piccole nella loro formazione.

Partita dopo partita, il livello tecnico e l’affiatamento fra le giocatrici della Jafet sta aumentando sempre di più e le avversarie iniziano a temere la nuova squadra.
I complimenti per queste ragazze sono sinceri; si divertono e creano per tutti un bel clima: gli allenatori e i dirigenti ci prendono come modello ed esempio per le proprie atlete.
Sugli spalti il pubblico aumenta sempre di piú, gli applausi si trasformano in tamburi. I cori le sostengono al grido di “FORZA RAGAZZE”.

Codroipo aveva la squadra migliore in campo per dimostrare la propria forza.
Il Casarsa, decimato dall’influenza, si presenta in campo con solo 8 atlete ma con la sguardo infuocato. Da sottolineare l’assenza della Girardi e della Cassaro, due atlete fondamentali per questo gruppo. Le avversarie, con in volto già la soddisfazione della vittoria ancor prima di aver giocato, erano a ranghi completi.

Al fischo di inizio si accendono i motori. Partenza a razzo delle padrone di casa che fanno andare in tilt le avversarie: Devetta Elisa, Morello e Blarasin bucano la retina più volte portando alla fine del primo quarto a un +6 sulle avversarie (13-7).

Nel secondo tempo, un arbitraggio permissivo consente un gioco più aggressivo che ha permesso alle avversarie di recuperare lo svantaggio (17-18).

Durante l’intervallo, negli spogliatoi, le ragazze del coach Gallo dimostrano che non vogliono arrendersi.
Codroipo si rende conto di non riuscire a dettare il proprio ritmo alla partita e prova a cambiare la difesa, inserendo una zona aggressiva e molto fallosa.
Le Gatte Rosse, inesperte nell’affrontare questa difesa per una scelta del proprio allenatore, accusano qualche difficoltà e il quarto si chiude con un +4 esterno e con la gara aperta a qualsiasi risultato (28-32).
Ma questa nuova squadra battezzata dal coach Gallo come squadra “FRIZZANTE ”, che ha fatto rinascere la passione per questo gruppo sia da parte della società sia,  soprattutto, da parte di un pubblico più numeroso, dà il via ad uno spettacolo di azioni e letture di gioco fantastiche recuperando lo svantaggio.
Le udinesi vanno in affanno, con le casarsesi che iniziano ad attaccare la zona con efficacia: a tre minuti dalla fine della partita una bomba della Puiatti (in questa occasione un pò sottotono) ci porta in vantaggio, ma in seguito purtroppo c’è l’infortunio della Pisano (che si dimostra sempre più regista della squadra).
Codroipo prova a recuperare e ci riesce,  con la complicità delle padrone di casa che commettono due errori difensivi a 1 minuto dalla fine.

Dal canto nostro, il troppo nervosismo, l’inesperienza e soprattutto la stanchezza di una squadra decimata dall’influenza non ci ha permesso di realizzare tre contropiedi,  che sarebbero stati molto importanti, a 40 secondi dalla fine.  Questo ha costretto le ragazze della Jafet a commettere alcuni falli per provare a recuperare lo svantaggio fino all’ultimo secondo, ma il punteggio finale è comunque di 42-52 per le avversarie.

Coach Gallo commenta così:

“I miei complimenti vanno alla Morello sempre più protagonista in questo campionato; alle sorelle Devetta, che migliorano sempre di più e riescono a dare un valido contributo alle proprie compagne; un grazie alla coraggiosissima Bertolin in campo anche con la febbre. Voglio complimentarmi con tutte le ragazze per il loro massimo impegno e per le continue emozioni che riescono a darci”.

Tabellino: Morello 14, Blarasin 8, Puiatti 7, Devetta A. 6, Devetta E. 4, Bertolin 2, Gri 1, Pisano. All Gallo

http://www.basketcasarsa.it

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“Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finchè arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.”
Albert Einstein

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Buchi neri

Cos’è un buco nero?
Un buco nero è la regione dello spazio che circonda una massa collassata, al cui interno la gravità è così forte che nessun oggetto materiale, luce o radiazione di altro genere può uscirne. Un buco nero è così chiamato poiché non emette luce.
Quando un corpo collassa formando un buco nero, tutta la sua massa si concentra in un punto centrale di densità infinita chiamato singolarità, nel quale la materia viene compressa dalla gravità fino al punto in cui le leggi fisiche note decadono.

Un buco nero stellare si forma in seguito al collasso del nucleo di una stella di grande massa (compresa tra 3 e 100 volte quella del Sole).
Un buco nero supermassiccio, che ha una massa pari a milioni o a miliardi di volte la massa solare, si forma in seguito al collasso di masse grandissime o alla coalescenza (fenomeno fisico attraverso il quale le gocce di un liquido, le bollicine di un aeriforme, o le particelle di un solido, si uniscono per formare delle entità di dimensioni maggiori) di diversi buchi neri al centro di una galassia.

Un buco nero è caratterizzato da una superficie immaginaria il cui raggio è direttamente proporzionale alla massa; un buco nero di massa pari a quella del Sole avrebbe un raggio di 3 km, mentre per una massa pari a quella della Terra il raggio sarebbe di solo 1 cm.
Il raggio di un buco nero è chiamato raggio di Schwarzschild .

r_{s}= \dfrac {2GM} {c^{2}}

Il suo confine è detto orizzonte degli eventi. Si chiama così perché rappresenta l’orizzonte oltre il quale può essere osservato un fenomeno: un astronauta al di fuori di questo limite non potrebbe mai vedere cosa succede a un suo collega che andasse a finire dall’altra parte. E questo perché, dentro l’orizzonte degli eventi, la gravità è tale che nemmeno la luce può uscirne. Però l’astronauta che vi cadesse dentro potrebbe sperimentare un fenomeno particolare se non venisse subito distrutto dalle forze di marea. Cadendo verso la singolarità, lo spazio-tempo si dilaterebbe fino a valori infiniti. Lo sventurato astronauta vedrebbe in pochi istanti la storia futura di tutto il cosmo.

Come si forma un buco nero?
Tutte le stelle, nel corso della loro vita, splendono grazie all’equilibrio tra l’attrazione gravitazionale (che tende a comprimerle) e la pressione di radiazione generata dal combustibile nucleare che brucia al loro interno (che tende a “gonfiarle”). Una volta esaurito il combustibile nucleare, le stelle sono destinate a collassare su se stesse andando a formare delle nane bianche o stelle di neutroni, oggetti piccoli e poco luminosi osservati nel nostro universo. Se però la massa di una stella è molto grande (almeno quattro volte di più di quella del Sole), allora l’attrazione gravitazionale è così forte che il collasso non si arresta mai e si forma un buco nero.

Possiamo osservare un buco nero?
I buchi neri non sono visibili direttamente, perché neanche la luce può sfuggire loro; si possono studiare indirettamente grazie ai fenomeni che avvengono nelle vicinanze dell’orizzonte degli eventi. Ad esempio, se una nube di gas si trova nelle vicinanze di un buco nero, essa viene risucchiata per attrazione gravitazionale con un movimento a spirale e le particelle che compongono il gas subiscono un’accelerazione così forte da produrre raggi X visibili anche dalla Terra.

Forza di attrazione gravitazionale

F=G\cdot\dfrac{m_{1}\cdot m_{2}}{d^2}

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Si può sfuggire a un buco nero?
Per sfuggire all’attrazione gravitazionale di un corpo celeste occorre possedere una velocità minima detta velocità di fuga.
v_{f}=\sqrt{\dfrac{2GM} {r}}

L’orizzonte degli eventi è caratterizzato dal fatto che in ogni suo punto la velocità di fuga equivale alla velocità della luce. All’interno di questa superficie la velocità della luce non è più sufficiente a sfuggire al buco nero, e dato che non esiste in natura una velocità maggiore, giungiamo alla conclusione che da ogni punto interno all’orizzonte degli eventi non può uscire nulla.

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Cosa succederebbe se entrassimo in un buco nero?
Secondo Charles Liu, astrofisico che lavora al Planetario del Museo Americano di Storia Naturale di New York “Se cadessimo in un buco nero, come prima reazione, il nostro corpo diventerebbe simile ad un dentifricio gettato fuori rapidamente dal suo tubo. Subiremmo il processo di spaghettificazione, descritto dal fisico britannico Martin Rees, per trasformarci in un flusso di particelle subatomiche che spiraleggiano verso il buco nero. Purtroppo il nostro cervello si dissocerebbe nei suoi atomi costituenti quasi istantaneamente, si avrebbero quindi poche possibilità di immergersi nell’incredibile scenario”.

Ma ipotizzando di restare vivi si arriverebbe a sperimentare con i propri occhi gli effetti della curvatura dello spazio-tempo della teoria della Relatività Generale di Einstein. “Prima di tutto – ha spiegato Charles Liu – ci si avvicinerebbe alla velocità della luce, appena caduti nel buco nero: muovendosi più velocemente nello spazio e spostandosi più lentamente attraverso il tempo”. Con la possibilità, guardando avanti, di “scorgere ogni oggetto caduto in passato. E, osservando all’indietro tutto ciò che è caduto dopo di noi. Un sogno che ci permetterebbe di visualizzare tutta la storia del buco nero contemporaneamente, dal Big Bang al futuro lontano” ha concluso lo scienziato.

La spaghettificazione
L’intrepido astronauta che decidesse di calarsi all’interno di un buco nero, dice Stephen Hawking, non se la passerebbe tanto bene: essendo la forza gravitazionale sempre più forte man mano che ci si avvicina al centro della singolarità, l’astronauta subirebbe un’attrazione maggiore su una parte del corpo e una decisamente inferiore sulla parte opposta, fino a trovarsi allungato e stirato come uno spaghetto, rompendosi infine in tanti pezzettini.

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Costanti fisiche incontrate in questo articolo

Costante di gravitazione universale
G =6.67\cdot 10^{-11}N\cdot\dfrac{m^{2}}{kg^{2}}

Velocità della luce
c=300000 \dfrac{km}{s}

FONTI
“Grande enciclopedia per ragazzi-Universo”
http://scienze.fanpage.it/buchi-neri-7-cose-che-dovete-sapere/
http://www.repubblica.it/scienze/2012/04/21/news/uomo_buco_nero-33540762/
http://www.cosmored.it/Astroschede/Fisica%20stellare/buchineri.html

Video
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Imagine Dragons – It’s time (acoustic)

So this is what you meant
When you said that you were spent
And now it’s time to build from the bottom of the pit
Right to the top
Don’t hold back
Packing my bags and giving the academy a rain check

I don’t ever want to let you down
I don’t ever want to leave this town
‘Cause after all
This city never sleeps at night

RIT
It’s time to begin, isn’t it?
I get a little bit bigger, but then I’ll admit
I’m just the same as I was
Now don’t you understand
I’m never changing who I am

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